Celiachia nei bambini

Attenzione alla Celiachia nei bambini

La celiachia può essere diagnosticata in diverse fasce d’età, ognuna delle quali può presentare più o meno ostacoli nell’accettazione e nel modo di affrontare questo cambiamento. Si pensa che gli adulti siano i più maturi in questo contesto, ma in realtà quelli che si adattano con più facilità ed hanno anche meno problemi coi coetanei sono proprio i bambini.

Può inizialmente risultare più difficoltoso spiegare il problema, ma in realtà una volta compreso capita spesso che i coetanei siano molto più aperti a questa “particolarità” dell’amichetto rispetto agli adulti e ai genitori stessi.

Se pensiamo ad una diagnosi entro il terzo anno d’età nel bambino, lo stesso non avrà ricordi precisi del mangiare glutinoso, pertanto abituarlo ad un’alimentazione priva di questa proteina potrà risultare più semplice rispetto che in uno di 9 o 10 anni, già abituato ad un certo tipo di sapori e con le sue preferenze ed abitudini.

Affrontare il problema con serenità soprattutto da parte dei genitori dovrebbe essere un aspetto fondamentale, non farlo sentire “diverso” o “sfortunato” rispetto agli altri, prodigarsi perché a scuola e nel contesto sociale non venga discriminato o dimenticato e soprattutto spiegare la problematica a familiari ed amici più vicini potrà servire per rendere la vita del bambino più semplice. Coinvolgere inoltre le maestre spiegando loro la problematica, se già non ne sono a conoscenza, ed invitarle a fare attenzione nel caso di festicciole e compleanni, oltre a gite scolastiche e pizzate di classe, in modo da non esonerare il bambino da queste normali situazioni affrontate da un bambino di quell’età.

Celiachia nei bambini : ascoltate i segnali

Tra i bambini spesso risulta più semplice, anzi, talvolta risultano attratti dal diverso, dal voler “assaggiare anche loro il dolcetto dell’amico celiaco”. Si fanno sicuramente meno problemi di adulti e genitori in questo ambito. Sono più innocenti e puri, mentre spesso i genitori dei compagni “sani” guardano al bambino celiaco come ad un peso se invitato alle feste di compleanno perché dovranno andare alla ricerca di prodotti gluten free, a volta rapportandoli anche a livello economico agli altri.

Avere un bambino celiaco non significa dover rinunciare a qualcosa, certo, bisognerà prestare più attenzione, informarsi preventivamente in caso di gite fuori porta su locali e ristoranti che propongono un menù gluten free, ma tra le mura domestiche questo problema dovrebbe essere accolto con semplicità e senza essere noi i primi a farlo sentire “il diverso”. Un genitore, seppur non celiaco, può mangiare ugualmente pasta senza glutine a tavola quando c’è il bambino, può realizzare dolci uguali per tutti. Non significa che lo stesso genitore debba escludere il glutine, ma quanto meno quando si pranza o cena tutti assieme fare un menù unico. Gli alimenti senza glutine, se ben scelti, non hanno nulla da invidiare a quelli glutinosi, e spesso il problema sta più nella mentalità delle persone che, senza nemmeno assaggiarli, li giudicano. Vi assicuro che se si troveranno davanti un piatto di pasta senza glutine di buona qualità condita con un buon sugo l’80% delle persone non noterà la differenza da quella glutinosa.

Concludo poi con una frase che, seppur un po’ cattiva, è la dura e cruda realtà. Se c’è qualcuno nella cerchia di amici o parenti che vi fa pesare la situazione, probabilmente non è così legato a voi come pensate. Se una persona realmente ci tiene fa di tutto perché ci siano tutte le condizioni possibili per non creare difficoltà e non far pesare una determinata condizione.

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